Di seguito si propone una trattazione approfondita e formalizzata sull’allocazione dei costi indiretti, un tema cruciale per la gestione strategica e operativa delle aziende moderne. L’obiettivo è quello di delineare con chiarezza come distribuire, in maniera accurata e trasparente, le spese che non sono direttamente imputabili a un singolo prodotto o servizio. Lo scopo ultimo è quello di estendere il margine di vendita sul prodotto fino all’EBITDA.
In questo contesto, è possibile distinguere due categorie principali di costi indiretti:
- Costi indiretti puri: Questi costi non sono facilmente riconducibili a una specifica attività o unità produttiva e riguardano funzioni di supporto e gestione aziendale, come il dipartimento Risorse Umane, la Contabilità, il Marketing, le attività legali, il Controllo di Gestione e l’IT. La loro allocazione si basa su chiavi di ripartizione più generali e su criteri statistici o di operatività; in alcuni casi un metodo veloce ma efficace è la ripartizione flat;
- Costi indiretti ad elevata attribuibilità: Questi rappresentano spese che, pur non essendo costi diretti, presentano un elevato grado di tracciabilità grazie alla loro natura operativa. Un esempio eloquente è costituito dai costi di manutenzione e pulizia dei macchinari, che includono le spese per il personale addetto (risorse umane specifiche), i ricambi e i consumabili. Questi costi, infatti, possono essere imputati in modo molto preciso a specifici cespiti o centri operativi grazie a registrazioni dettagliate degli interventi eseguiti.
Nel mondo aziendale contemporaneo, una corretta determinazione del costo totale di un prodotto o servizio è essenziale per il pricing, il controllo di gestione e la valutazione della redditività. Mentre i costi diretti – come le materie prime e la manodopera direttamente imputabile alla produzione – possono essere facilmente associati a ciascun prodotto, i costi indiretti richiedono una metodologia di allocazione più sofisticata. L’accuratezza in questa fase consente di:
- Valutare con precisione la profittabilità dei prodotti o dei servizi offerti;
- Individuare eventuali inefficienze o aree di miglioramento nei processi aziendali;
- Migliorare la trasparenza e la tracciabilità dei costi interni, fondamentale per decisioni strategiche e investimenti futuri.
Secondo l’esperienza di Tara Consulting, i seguenti costi possono essere classificati come costi indiretti ad elevata attribuibilità, anche se ogni business può avere le proprie peculiarità:
- Costi di manutenzione: costo personale, ricambi e consumabili;
- Costi di Logistica: riguardano la movimentazione, l’imballaggio e la gestione del magazzino
- internalizzata: l’allocazione può dipendere dal volume o dal peso degli articoli, oppure dalla frequenza delle operazioni;
- esternalizzata: generalmente l’attività è fatturata su tariffe per collo o per pezzo; la criticità operativa risiede nel disciplinare il fornitore a fornire il giusto back-up della fattura per poter operare l’allocazione dei costi;
- Costi di Magazzino: Un prodotto a bassa rotazione assorbe una quota inferiore di tali costi rispetto a uno ad alta rotazione. Inoltre, è fondamentale considerare il costo delle obsolescenze che possono incidere in maniera significativa sul totale;
- Costi Generali di Stabilimento: Ad esempio, affitto, energia elettrica e spese per la sicurezza, che includono sia costi per personale (HR) sia per attrezzature e infrastrutture.
Per illustrare questo concetto, consideriamo un esempio pratico:
Un manutentore, con un costo azienda annuo di 48.000 €, opera su quattro cespiti (A, B, C e D). Per ogni intervento, il manutentore compila un modulo che specifica il cespite coinvolto, le ore impiegate e i ricambi eventualmente sostituiti. Se, in un mese, il manutentore esegue interventi in egual misura su ciascuno dei quattro cespiti, il costo mensile (48.000 €/12) verrà ripartito equamente, assegnando a ciascun cespite un costo aggiuntivo di 1000€ (=48.000/12/4).
Questa imputazione diretta permette di attribuire in modo puntuale la spesa di manutenzione a ciascun cespite, integrando i costi già presenti e fornendo una visione completa del costo totale del prodotto realizzato utilizzando quel cespite. Quindi, il cespite sarà dotato non solo di un costo storico (portato in ammortamento sui vari pezzi prodotti), ma anche un costo di gestione (manutenzione in questo esempio).
Al contrario, i costi indiretti puri hanno una chiave di allocazione più difficilmente individuabile. Questi costi comprendono i Costi Generali e Amministrativi, come Amministrazione, Marketing, Legal, HR, Controllo di Gestione, IT, Commerciale. Questi costi, di natura puramente indiretta, richiedono criteri di allocazione che spesso si basano su misure statistiche, come il numero di dipendenti o il volume delle operazioni gestite:
- Ciclo Attivo: un driver di ripartizione potrebbe essere il numero di documenti emessi per cliente;
- Marketing: le spese potrebbero essere allocate in base alle campagne lanciate;
- Commerciale: sarebbe più semplice ribaltare i costi in base al cliente, ad esempio valutando il numero di visite presso il cliente.
L’Activity Based Costing (ABC) è una metodologia che mira a identificare le attività che generano costi e a distribuirli in base all’effettivo consumo delle risorse da parte dei prodotti o servizi. Nonostante l’ABC offra una maggiore precisione, è importante sottolineare che il ribaltamento dei costi – ossia l’assorbimento o l’allocazione – deve essere eseguito direttamente in contabilità, mediante scritture contabili specifiche, e non come un’elaborazione posteriore. In pratica, Tara Consulting adotta il metodo ABC solo come estrema ratio, quando non sono disponibili vie dirette per l’assegnazione dei costi. La prassi preferenziale consiste nella ricerca puntuale del centro di costo di destinazione, utilizzando la contabilità analitica per registrare le operazioni a più livelli. Ad esempio, il costo del manutentore viene inizialmente imputato al centro di costo del dipartimento manutenzione e, successivamente, trasferito ai singoli cespiti grazie a una doppia registrazione contabile (scritture di geography).
L’allocazione dei costi indiretti può riguardare sia i prodotti che i clienti. Alcune voci di spesa, come quelle relative alla manutenzione, alla logistica e ai costi generali di stabilimento, sono generalmente allocate ai prodotti, in modo da riflettere l’impatto diretto sul costo di produzione. In altri casi, invece, è preferibile allocare tali costi in funzione del comportamento dei clienti. Ad esempio, per i costi amministrativi legati al ciclo attivo, un cliente che effettua un ordine mensile assorbirà una quota maggiore di tali spese rispetto a un cliente che effettua un solo ordine all’anno. Questa distinzione è fondamentale per sviluppare strategie di pricing più equilibrate e per una gestione della clientela che tenga conto dei costi sostenuti in relazione alla frequenza e alla complessità delle transazioni.
L’allocazione accurata dei costi indiretti è un elemento essenziale per una corretta valutazione della redditività aziendale. La distinzione tra costi indiretti ad elevata attribuibilità – come quelli di manutenzione e pulizia dei macchinari – e costi indiretti puri – come quelli relativi ai dipartimenti di supporto (HR, contabilità, marketing, etc.) – permette di ottenere una visione dettagliata e realistica dell’assorbimento dei costi all’interno dell’organizzazione.
È fondamentale che tali allocazioni vengano eseguite direttamente in contabilità, attraverso scritture contabili dettagliate e mediante l’utilizzo di sistemi di contabilità analitica. Questo approccio non solo migliora la trasparenza e l’accuratezza delle informazioni contabili, ma consente anche di identificare tempestivamente eventuali inefficienze operative e di intervenire per ottimizzare la struttura dei costi.
L’adozione di metodologie come l’Activity Based Costing (ABC), seppur in via complementare e come soluzione estrema in assenza di vie dirette, contribuisce ulteriormente a raffinare il processo di allocazione. Tuttavia, la prassi migliore rimane quella di individuare il centro di costo di destinazione attraverso registrazioni contabili dirette, garantendo così una ripartizione precisa e affidabile dei costi.
In conclusione, la capacità di allocare in modo preciso i costi indiretti – sia a prodotti che a clienti – rappresenta un elemento distintivo nella gestione aziendale moderna. Tale pratica favorisce una comprensione profonda del costo complessivo e, conseguentemente, permette di formulare strategie di pricing e di investimento più informate, contribuendo al successo competitivo dell’impresa nel mercato globale.
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